Domenico Sepe:  verso l’eterno…

L’artista Domenico Sepe ha saputo unire i diversi linguaggi artistici realizzando opere davvero sorprendenti, sia dal punto di vista tecnico, sia per le loro capacità di suscitare emozioni. Nelle sue sculture realtà e emozioni si fondono, le figure appaiono come meravigliose in quanto sembrano vere… realmente vive. Tra le sue opere più emergenti spicca il Cristo, che mostra uno dei caratteri fondamentali dello stile dello scultore: il realismo. Si osserva come l’artista Sepe ha scolpito il corpo ormai senza vita di Cristo, obbedendo ad un’intima vocazione religiosa e ai sentimenti, con tecnica e abilità straordinarie rendendolo con grande pathos. La storia artistica parte dagli anni di formazione presso la propria bottega, dove egli ha realizzato le sue prime sculture, quali statue, monumenti commemorativi-funebri e busti-ritratti, esprimendo l’essenza e l’anima dell’artista che in essi effonde e risplende. Sepe realizza le sue opere lavorando l’argilla e fissando  con la fusione nel bronzo i volti contratti dalla tensione e concentrati nell’azione. Opere come la Vittoria Alata, svelano il suo spirito innovatore, attento alla raffigurazione dell’azione e dei sentimenti, ricordando le figure delle Nikai della scultura greca ellenistica. L’artista ha fatto dello studio della figura umana e della ricerca anatomica la sua ossessione, facendo risorgere i corpi attraverso le sue opere. Tale adorazione mistica dell’uomo è più volte esaltato come affermazione di una diretta continuità fra passato e presente al fine di rinnovare la grandezza dell’età classica. Sepe, essendo una personalità vigorosa, finisce per reagire con violenza ai modelli classici con un gioco di luci e ombre, passione e una velata sensualità. Le sue opere rappresentano l’anima imprigionata nella materia che attende la sua liberazione. Nelle sculture appare evidente il tipico atteggiamento morale dell’artista, una pensosità nutrita di riflessione, una tristezza pervasa di sgomento, ossessionata dallo scorrere del tempo, dall’idea di morte combattuta da una lotta interiore verso l’eterno…Sepe un artista straordinario che crea dall’argilla al bronzo, dal modello all’eternità

OPERE IN ESPOSIZIONE 

In occasione della sessantaduesima edizione della fiera della casa saranno presentati in anteprima nazionale gli ultimi bronzi di Domenico Sepe che raccontano l’espressione velata e divina di un percorso artistico che ha radici profonde legate a Partenope.

Nei giorni dell’esposizione ci saranno diversi artisti che faranno performance ispirate al tema Universiadi 2019 ospiti della mostra. L’esposizione prevede oltre alle opere prodotte dalle performance, gigantografie di monumenti di Sepe che raccontano il legame dell’artista con il figurativo e la città di Napoli. Tra le opere ricordiamo i due angeli in bronzo Divino Tormento e Divino Segreto che saranno successivamente esposti nella capitale europea della cultura Matera. Non meno importanti “Velata Napoli” e “Lilith” due opere che trasudano l’influenza partenopea di Sepe.

Opera: DIVINO TORMENTO

«Eraclito disse: “Entrate senza timore, anche qui ci sono gli dei”. La frase riproduce lo spirito classico secondo cui “tutte le cose sono piene di divinità”. L’opera “Divino Tormento” è un’esperienza estatica, perché conduce l’osservatore fuori dei propri sensi verso una dimensione più grande. L’osservazione va intesa come sentire, percepire, captare, il che mostra come ogni vera esperienza estetica rimandi alla percezione della realtà al di là dei sensi comuni e che per questo fa uscire da sé, come in un estasi.